Frittelle di fiori d’Acacia e poesia della primavera


bellezza della natura, l'universo invisibile dei profumi, piante / sabato, Maggio 2nd, 2020

Le prossime righe non saranno esattamente la pagina di un libro di cucina, ma un tuffo nelle sensazioni che porta con sé la primavera. La poesia della natura è fatta di parole che possono essere ascoltate con tutti gli organi di senso. I profumi delle fioriture solleticano l’olfatto, il volo vibrante delle api è musica per l’udito. La molteplicità di colori della vita che rinasce riempie la vista. Le gocce delle prime piogge primaverili rinfrescano la pelle. Infine, la primavera è gioia anche per il gusto, con allegrie culinarie come quella delle frittelle di fiori d’Acacia.

La marea della primavera

C’è un momento della primavera in cui la vita esplode di colore e profumi. Gli alberi vestono i rami spogli di verde vibrante. I boschi sulle colline tornano smeraldini, ondate impetuose di germogli bagnano di colore i versanti più tiepidi, per poi riempire come una marea montante ogni anfratto della valle.
Nel mezzo della mareggiata le ondate di vita si increspano, l’aria e l’acqua si mescolano e compaiono spumeggianti le fioriture. Prima i timidi ciliegi, batuffoli bianchi sparsi sui pendii come un gregge. Poi l’impeto della robinia, nota a tutti col nome di Acacia. E allora l’aria si riempie del suo aroma, anch’esso a ondate, ora lievi, ora travolgenti. Ricorda i fiori d’arancio, ma ha un fascino tutto suo, d’oltreoceano come la sua provenienza, inebriante.

Pozze di profumo liquido

Ci sono punti del giardino in cui l’aroma si concentra, assumendo quasi l’aspetto di pozze di profumo liquido. Sono gli alveari disposti in riga sull’argine del torrente, alternati a cespugli di rose. Le api, rapite da una frenesia dionisiaca, invadono l’aria antistante, rendendola vibrante del loro impeto e del profumo del nettare raccolto. L’apicoltore suda, bardato nella maschera, per tenere le redini della potenza dorata della natura: con intelligenza e fatica lavora affinché le api non sciamino e affinché la loro pulsione a riprodursi, disperdendosi nell’universo dei boschi in molteplici colonie, venga sublimata e l’energia incanalata nella raccolta dell’ambrosia floreale.

arnie lungo il torrente Grivò
Alveari lungo l’argine del torrente Grivò

L’Acacia fiorisce

Ma è allora che la densità dell’aria immobile e odorosa viene tagliata dalle prime gocce di pioggia. Tamburella sui tetti delle arnie, poi diventa uno scroscio. La fioritura dell’Acacia annuncia i primi acquazzoni di metà primavera, così come la fioritura della magnolia aveva portato con sé le piogge di fine inverno.
L’apicoltore sussulta, in cuor suo ha timore di perdere il raccolto di miele prezioso d’Acacia. Ma il suo cuore presto si calma, inutile opporsi a ciò che non può controllare, non gli resta che sperare. Toglie la tuta e lascia che la pioggia lavi il sudore dalla fronte, guarda il bianco dei fiori fra le fronde. Un ricordo lontano lo avvolge, il sapore della vecchia tradizione dei dolci di fiori d’Acacia rapisce la sua immaginazione. Lascia allora da parte il suo essere adulto, non pensa alla sua essenza di umano, si muove nel temporale con lo spirito animale per raggiungere le infiorescenze dal nettare divino. I grappoli bianchi sono intrisi dell’energia della terra, la può percepire sulle dita bagnate. L’acqua e i sali disciolti nel suolo fluiscono attraverso le radici, la linfa viene purificata dalla vita dell’albero, unita al fuoco del sole e condensata nella respirazione vegetale in nettare zuccherino. Il fiore racchiude in sé il condensato dei quattro elementi cosmogonici dei primi filosofi. È il punto di contatto tra le tensioni ctonie e le forze celesti. Il centro del ciclo della vita.
L’apicoltore coglie un ramo, grato alla natura per questo dono, aulente sotto la pioggia come zagare al sole.

fiori d'acacia
Fiori d’Acacia sotto alla pioggia

Frittelle di fiori d’Acacia

La stufa a legna appena accesa crepita e scalda l’atmosfera. I vestiti poco a poco si asciugano. L’apicoltore sgrana le infiorescenze d’acacia, i peduncoli da un lato, i fiori nella terrina. In una ciotola di vetro, farina, latte e due uova. Non pesa gli ingredienti, mescola fino a ottenere una pastella viscosa. Poi unisce i fiori d’acacia, tanti quanti la pastella ne può assorbire, in modo tale che l’impasto non li inglobi, ma li ricopra di uno strato leggero, collante tra i petali. Poi scalda l’olio di semi, alto tre dita nella pentola. Saggia la temperatura con una punta di pastella. Quando sfrigola, vi lascia cadere l’impasto, una cucchiaiata per volta. Le masserelle di fiori nel calore dell’olio bollente si gonfiano senza la necessità di lievito chimico, grazie alle bolle d’aria racchiuse tra i petali. E il temporale si allontana, mentre l’aria si riempie del profumo giocoso e allegro delle frittelle di fiori d’Acacia.

infiorescenze sgranate per frittelle di fiori d'acacia
Fiori d’Acacia sgranati

Ricetta delle frittelle di fiori d’Acacia, con fantasia

Questa versione delle frittelle di fiori d’Acacia non è basata su precise proporzioni, vuole essere azione istintiva in cucina, così come è puro istinto l’impulso vitale della primavera. L’istinto che permea la natura viene innalzato attraverso la sensibilità umana a intuizione poetica e sono quindi l’intuito e la poesia gli ingredienti fondamentali per vivere questa esperienza culinaria. Preparare un piatto e pensare alla poesia della natura che si risveglia hanno in comune l’agire per creare, la creazione di qualcosa che possa dare senso e migliorare, sia anche solo per qualche minuto, il nostro presente. Darò quindi delle indicazioni di massima, da non prendere alla lettera ma da usare come spunto per orientarsi nella preparazione delle frittelle di fiori d’Acacia.

  • Tempo di preparazione: mezz’ora + il tempo trascorso a caccia di fiori nel bosco
  • Cottura: 5 minuti

Ingredienti:

  • 150 grammi di farina 00
  • 2 uova piccole o una grande
  • fiori di acacia, 15-20 infiorescenze
  • 1 bicchiere di latte
  • 1 pizzico di sale (facoltativo)
  • 1 cucchiaio di zucchero (facoltativo)

Procedura

Preparare la pastella aggiungendo alla farina il latte un po’ alla volta, mescolando per evitare la formazione di grumi. Aggiungere latte fino a che la pastella non avrà una consistenza sufficientemente fluida, ma non liquida.

Aggiungere l’uovo alla pastella e continuare a mescolare fino a raggiungere una consistenza viscosa adatta a inglobare i fiori senza schiacciarli, tale da far sì che vengano adeguatamente appiccicati gli uni agli altri.

pastella per frittelle di fiori d'acacia
Fiori d’Acacia avvolti da un leggero strato di pastella

Scaldare 3 dita di olio in una pentola fonda. Quando è adeguatamente caldo, prendere una cucchiaiata di impasto e farla cadere nell’olio aiutandosi con un altro cucchiaio.

Durante la cottura, girare di tanto in tanto le frittelle, che dovrebbero galleggiare nell’olio bollente. Si noterà che si gonfiano anche senza lievito, grazie alle bolle d’aria inglobate nei fiori.

Quando le frittelle di fiori d’acacia hanno raggiunto un colore dorato, togliere dall’olio, sgocciolare e servire su di un piatto con una spolverata di zucchero a velo.

Frittelle di fiori d'acacia
Frittelle di fiori d’Acacia

La felicità è l’ingrediente principale delle frittelle di fiori d’Acacia

Preparare le frittelle di fiori d’Acacia è facile e divertente. È un buon modo per riempire di allegria le ore di pioggia di un temporale primaverile. Permette di sentire anche col gusto la natura che si risveglia. I fiori d’Acacia sono molto aromatici, nella corolla hanno una gocciolina di nettare, per cui il risultato è ottimo anche senza aggiungere zucchero. Sono ottimi non solo nelle frittelle, ma anche come ingrediente di torte e altri dolci. Potete scatenare la fantasia e usarli ovunque stia bene un aroma simile a quello dei fiori d’arancia. Ma l’importante è soprattutto divertirsi, passare un bel momento alla ricerca dei fiori immersi nella natura e vivere qualche attimo di felicità.

Buona primavera a tutti

-Federico

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