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Tra le pagine del blog si intrecciano storie di piante, animali e persone. Piccoli racconti o semplici pensieri il cui filo conduttore è l’amore per la natura e per tutte le creature.

Come ogni narrazione, anche questa ha il suo inizio.

È una sera di primavera. Mentre migliaia di stelle si accendono sopra alla valle di Faedis, lascio la tuta da apicoltore al limitare del giardino e mi preparo a riprendere lo studio di un manuale di medicina. Avvicinandomi al portico di casa, il bagliore di una lucciola tra i fili d’erba attira la mia attenzione. È di un verde tenue e misterioso, che fa volare la fantasia. Sono uno studente e lavoro per poter essere un giorno un buon medico, ma al contempo sento che il mio scopo qui è anche un altro: sono un osservatore. Avete presente quel bambino che in classe si distrae guardando fuori dalla finestra? Quello ero io. Non lo facevo per poco interesse verso la lezione, ma perché pensavo che vedere l’upupa volare nel giardino della scuola o un picchio scavare il tronco di un albero fossero spettacoli semplicemente imperdibili. Negli anni ho imparato a concentrarmi maggiormente sullo studio, ma lo spirito di quel bambino, un po’ incantato e un po’ ribelle, non sono mai riuscito a correggerlo. Per questo, anche se mi è stato detto che lo studio della medicina dovrebbe essere totalizzante, ho deciso di concedere i suoi spazi alla passione per piante, animali e per la mia terra. Dopo tutto, mi dico, avreste potuto vedere anche Charles Darwin, nei suoi anni da studente di medicina, scendere da un albero con le tasche piene di insetti.

Un osservatore della bellezza del creato, questo è ciò che sembra chiedermi di essere la natura.  Le sue manifestazioni attirano inesorabilmente la mia attenzione e continuo a stupirmi di fronte alle forze maestose di un temporale o alla minuta eleganza di un insetto. Uno fra questi esseri anni fa ha cominciato a divenire un pensiero costante: la chiamano ape, honeybee, Apis mellifera, âf, in un angolo poetico della mia mente è la dorata figlia del sole. Ho cominciato ad allevarla semplicemente per la sensazione di connessione che mi dava. Connessione con la natura, attraverso il suo volo di fiore in fiore, connessione tra animali, per la complessa e armonica struttura sociale che costituisce l’alveare e connessione con gli esseri umani, per le straordinarie sostanze che in parte ci dona in cambio di cure e protezione.
Distolgo lo sguardo dalla lucciola, una Lampyris noctiluca e faccio atterrare i pensieri che avevano preso il volo con una decisione, ovvero iniziare un diario di osservatore. È il momento in cui comincio a immaginare questo blog, con cui condividere, tra le mille espressioni della natura, quelle che richiamano di più la mia attenzione. Tra queste pagine potrete leggere delle avventure con le api, negli articoli “Le api”, “Il profumo delle api” e “I misteri delle api”; delle esplorazioni per conoscere meglio il Friuli, in “Un Eden dietro casa”, “Monte Joanes/Joanaz/Johannes”, “Lago di Cornino”, “Monte Matajur e piante carnivore” e “Leggende di famiglia e luoghi d’incanto”; approfondimenti e curiosità sul mondo vegetale in “Pinguicula alpina, una pianta carnivora in Friuli” e “Drosera rotundifolia”; riflessioni sull’olfatto, il senso più antico con cui la natura ha cominciato a percepire sé stessa, nell’articolo “Il misterioso linguaggio degli odori”; alcune idee su come vivere meglio e con più serenità in “Felicità: piccola guida per essere felici”.

Nel prossimo periodo inoltre pubblicherò con cadenza settimanale capitoli del romanzo Il cacciatore di piante, un thriller… botanico.