Come selezionare api resistenti alle malattie della covata


animali, apicoltura / giovedì, dicembre 13th, 2018

Selezionare api resistenti alle malattie della covata è possibile

In questo articolo spiegherò come selezionare api regine resistenti alla peste americana, alla covata calcificata e alle malattie della covata in generale. Il metodo proposto è quello elaborato da Marla Spivak, ricercatrice dell’Università del Minnesota. A questo aggiungo alcuni suggerimenti personali per poter condurre il test in modo efficace senza dover ricorrere all’azoto liquido. In questo modo tutti potranno cimentarsi nella selezione di api resistenti alle malattie della covata.

 

L’incubo peggiore per l’apicoltore

Uno degli incubi peggiori dell’apicoltore è la peste americana. Si tratta di una delle malattie più gravi fra quelle che colpiscono l’alveare e, nello specifico, è una malattia della covata. È causata da un battere, il Paenibacillus larvae, che infetta le larve e le fa morire. L’infezione inizia a livello intestinale e resta a questo livello fino a quando la larva si converte in propupa.

Quando l’ape raggiunge lo stadio di propupa, ovvero al 10°-11° giorno dalla deposizione dell’uovo (2° giorno dall’opercolatura), il bacillo diventa capace di attraversare la barriera intestinale e si moltiplica nell’emolinfa fino a uccidere l’ospite. A questo punto dentro alla cella non resta che una sacca contenente circa due miliardi di spore. Le api, che solo ora individuano la celletta morta, la disopercolano ed eliminano i resti della propupa. Le api adulte non sono danneggiate dal Paenibacillus larvae, ma attraverso le normali operazioni di pulizia e di nutrizione della covata provocano il contagio massivo delle larve e, in fine, la morte dell’alveare.

Pur essendo un patogeno del tutto innocuo per l’uomo, è un disastro per l’apicoltore, in quanto l’unico mezzo considerato sicuro per il contenimento dell’infezione è la soppressione dell’alveare e l’incenerimento di api, covata e arnia contaminate.

 

Prevenire è meglio che curare

L’unica arma efficace contro la peste americana è la prevenzione. In genere le indicazioni che vengono date agli apicoltori sono di mantenere gli alveari nelle migliori condizioni di forza e salute e di controllare con attenzione la covata affinché, nell’eventualità di infezione, sia possibile una diagnosi precoce.
Questo tuttavia non toglie all’apicoltore l’ansia che ci sia la possibilità di dover vedere un giorno spiacevoli roghi nel proprio apiario.
Esiste tuttavia una terza strategia di prevenzione, che non prevede alcun atto di autodistruzione, ma che resta purtroppo ancora oggi inutilizzata dalla maggior parte degli apicoltori italiani. Si tratta della selezione di api resistenti alla peste americana.

Il metodo

Quello che di seguito propongo è un metodo di selezione studiato dalla ricercatrice americana Marla Spivak. È una procedura che permette di ottenere api resistenti alle malattie della covata a partire dalle linee genetiche presenti nel proprio apiario.
Circa il 10% delle colonie di ape italiana presenta dei geni che conferiscono un comportamento definito igienico. Ciò non significa che le api normalmente non abbiano comportamenti di pulizia, ma vuol dire che le api portatrici del tratto “HYGIENIC” possono identificare, grazie a recettori presenti sulle antenne, le larve infettate da Paenibacillus larvae in modo precoce. In questo modo eliminano le larve malate prima che si trasformino in sacche piene di spore e riescono a impedire la progressione della malattia.
Per selezionare le api con questa caratteristica sono stati messi a punto dei test che consistono nell’uccisione di un settore di covata opercolata e nella valutazione della rapidità con cui viene individuata e rimossa dalle api.

 

Test con l’azoto liquido

Consiste nel congelare una porzione di covata opercolata di un favo grazie all’azoto liquido. In questo modo la covata viene uccisa senza danneggiare l’opercolo. Lascia pochi indizi alle api e quindi è molto preciso nel valutare la sensibilità delle operaie per le pupe danneggiate.
L’azoto liquido può essere acquistato presso rivenditori di gas compressi per uso medico o veterinario. Il costo del gas non è elevato, ma è necessario investire alcune centinaia di euro per acquistare il dewar, una specie di bottiglia thermos grande e resistente adatta alla conservazione dell’azoto allo stato liquido. Nel caso non si voglia fare questo investimento, si può cercare qualche professionista della propria zona che utilizzi l’azoto liquido, come veterinari, dermatologi, cuochi che pratichino la cucina molecolare o ricercatori. Una piccola quantità di azoto liquido può essere conservata per qualche giorno anche in un semplice thermos del caffè. Ovviamente per lavorare con l’azoto liquido è necessario osservare tutte le misure di sicurezza del caso: i locali in cui è conservato devono essere aerati e vanno indossati guanti adatti, stivali e occhiali di sicurezza per evitare ustioni da congelamento.

I passaggi del test sono i seguenti:

  • Ci si procura un tubo di plastica spessa, di quelli usati per gli impianti idraulici, con diametro di 7-8cm e alto circa il doppio.
  • Si trova un favo con covata opercolata, tra il 3° e il 10° giorno dall’opercolatura. La covata dev’essere compatta.
  • Vi si appoggia sopra il tubo e lo si preme con un movimento di torsione in modo da impedire che l’azoto che si verserà possa fuoriuscire.
  • Si versa circa 200-300 ml di azoto liquido. Si comincia con ¼, poi si attende che evapori, infine si versa il resto.
  • Una volta che il tubo si è scongelato, lo si rimuove e si conta il numero di celle congelate.
  • Si torna a posizionare il favo nell’arnia.
  • Dopo 24/48 ore si torna a visitare la colonia per valutare i risultati: la colonia è considerata resistente alle malattie della covata se entro 24/48 ore ha rimosso almeno il 95% delle pupe morte.

 

covata api

 

 

Test senza azoto liquido

Nel caso non si disponga di azoto liquido, è possibile congelare una porzione di covata con il congelatore di casa. A questo scopo si ritaglia una sezione di covata opercolata di un centinaio di celle e lo si mette nel congelatore per 24-48 ore. Quando si è sicuri che le pupe siano congelate, lo si inserisce nuovamente nel favo di provenienza e si valuta la percentuale di rimozione allo stesso modo che per il test con l’azoto liquido.
Secondo alcuni autori questo test non è preciso come il precedente, perché la grossolana rottura del favo con un coltello indurrebbe nella colonia un generalizzato aumento dei comportamenti di pulizia. Le api sarebbero quindi più veloci del solito a individuare la covata morta e il test non rispecchierebbe il comportamento normale. Per lo stesso motivo non si può congelare tutto il favo di covata: una grande quantità di pupe morte viene individuata più rapidamente.

Ma il problema si può risolvere:

Per evitare questo problema si può utilizzare uno dei telaini tripartiti utilizzati come trappola per la varroa (TIT3 Campero). Si lascia aperto uno solo dei tre settori, vi si inserisce un tassello di legno per ridurre ulteriormente lo spazio e un pezzo di foglio cereo affinché venga costruito un favetto di covata per operaia. Si potrà così congelare tutto il favo senza romperlo.

Un’alternativa ancora migliore consiste nell’utilizzare una di quelle piccole cornici di plastica che servono normalmente per la produzione dei favetti di miele in favo. La si arma con un pezzo di foglio cereo e la si inserisce in un telaino da nido modificato. La modifica consiste nell’aggiungere al telaino (senza foglio cereo) quattro asticelle di legno, che formino un rettangolo centrale. In questo rettangolo viene incastrata la cornicetta da miele in favo. Una volta inserito il telaino nell’alveare, tra l’ultimo favo con covata e il primo di sole scorte, si attende che le api costruiscano le cellette e che la regina deponga. Affinchè questo avvenga rapidamente, è meglio svolgere l’operazione in primavera, in un periodo di espansione della colonia. Ci si può attendere che negli spazi attorno alla cornice vengano costruiti favi con cellette da fuco, mentre, grazie al foglio cereo, nella cornice ci sarà covata femminile. Tra il 3° e il 10° giorno dall’opercolatura si estrae il favetto di covata. Si può così congelare una sezione limitata del telaino senza provocare danni alla covata circostante nel corso dell’estrazione.

 

La selezione

Una volta ottenuti i dati di igienicità delle colonie, si utilizzeranno come riproduttrici solo le regine di colonie capaci di rimuovere in 48 o, meglio, in 24 ore la maggior percentuale di pupe morte.
Ai fini dell’interpretazione dei dati, per individuare le colonie resistenti alle malattie della covata è necessario tener presente che la valutazione è comparativa: è importante che le condizioni delle arnie oggetto del test siano confrontabili. Infatti l’espressione dell’istinto igienico è influenzato da fattori come il periodo dell’anno, l’importazione di nettare, le dimensioni della colonia e altri. Per questo è anche consigliabile ripetere il test sugli alveari selezionati almeno un’altra volta nel corso della stagione.

I geni che determinano il comportamento igienico non si trasmettono con ereditarietà autosomica dominante. Questo significa che per avere una colonia di api con comportamento igienico, è necessario che la regina sia figlia di una colonia igienica e che, idealmente, almeno il 50% dei fuchi con cui si incrocia abbia i geni del comportamento igienico.
I modi più efficaci per ottenere queste condizioni sarebbero l’inseminazione strumentale o l’utilizzo di un apiario isolato come stazione di fecondazione. Tuttavia, già operando una pressione selettiva per l’istinto igienico nella normale riproduzione delle regine, in qualsiasi apiario è possibile aumentare la resistenza delle api alle malattie della covata. Quanti più saranno gli apicoltori che eseguono questi test o che, nell’acquistare regine dai selezionatori, pretendano che siano valutate per l’igienicità, tanto più i geni saranno diffusi ed espressi stabilmente in ogni generazione di api.

Allevare regine igieniche è un vantaggio sia per le api che per gli apicoltori

Il dato importante è che attraverso questo metodo di selezione non si ottiene solo la resistenza alla peste americana, ma a tutte le malattie della covata, compresa la covata calcificata. Anche la varroa, sebbene non in modo specifico, viene colpita dal comportamento igienico delle api.

Per saperne di più anche sulla selezione di api resistenti alla varroa, leggi l’articolo “Istruzioni per selezionare api resistenti alla varroa

Infine, il beneficio non riguarda solo la salute delle api, ma determina anche un vantaggio immediato per l’apicoltore: infatti è stato dimostrato che api selezionate per il comportamento igienico producono una quantità di miele significativamente superiore (Performance of hygienic honey bee colonies in a commercial apiary).

 

 

– Federico

 

 

 

 

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