Mille Prati per le Api


apicoltura, piante / martedì, Ottobre 5th, 2021

Mille prati per le api è il nome di un progetto volto alla tutela dell’ape mellifera e di tutti i pronubi selvatici.

L’obiettivo è quello di creare una scacchiera di terreni coltivati con piante erbacee ad alto potenziale nettarifero, in modo da distribuire sul territorio fioriture scalari.

Negli ultimi anni, infatti, alle problematiche preesistenti quali parassiti alloctoni, patogeni e avvelenamenti da pesticidi, si stanno sommando anomalie meteorologiche, legate probabilmente al cambiamento climatico, con esiti molto gravi sulle api.

In molte aree del Nord Italia la sopravvivenza delle api fino a giugno è legata a poche fioriture maggiori, ciascuna delle quali si sviluppa nell’arco di due o tre settimane: nella provincia di Udine essenzialmente acero e acacia. Se anomalie climatiche intervengono proprio in questi periodi delicati e ne eliminano le fioriture, gli alveari entrano in crisi alimentare e la popolazione di pronubi selvatici crolla. Se le api da miele vengono salvate dalle nutrizioni artificiali effettuate dagli apicoltori, il loro futuro comunque non è assicurato, in quanto il deficit di produzione e i costi dell’alimentazione di emergenza stanno mettendo in crisi il settore dell’apicoltura professionale e semiprofessionale.
Nella primavera 2021 anomalie termiche nelle regioni artiche, che stanno determinando un cambiamento del comportamento del vortice polare, hanno spinto correnti fredde alle nostre latitudini. Questa perturbazione ha completamente eliminato le due principali risorse nettarifere primaverili, decimando gli impollinatori selvatici e mettendo a rischio le api da miele, che nonostante la costante supplementazione di sciroppo continuavano a restare senza scorte.
Questi fenomeni non interessano solo gli apicoltori, ma danneggiano tutto l’equilibrio ecosistemico. A titolo di esempio, chi ha un orto nella nostra regione si sarà sicuramente accorto di una riduzione del raccolto rispetto agli anni precedenti. Questo può essere in parte attribuito alla contrazione del numero di insetti impollinatori.

L’impatto di fenomeni meteorologici anomali, anche limitati nel tempo, è quindi grave se si sovrappongono alle principali fioriture.
Una delle ragioni della vulnerabilità delle api è la riduzione di biodiversità del territorio, in particolare attraverso:
– Inselvimento dei prati stabili con specie non nettarifere, legato all’abbandono dell’economia rurale montana e collinare;
Riduzione dei campi coltivati a foraggere nettarifere come erba medica e trifoglio;
– Destinazione di superfici sempre maggiori alla monocoltura di vite, mais e soia;
– Introduzione di nuovi cultivar di colza e girasole che a fronte di un aumento della capacità di produrre biomassa sono diventati molto poveri di nettare.
Un territorio di questo tipo per gli insetti impollinatori ha una capacità ridotta di assorbire l’impatto di anomalie climatiche, anche puntiformi.

Il progetto Mille Prati per le Api si propone di creare un ambiente dove le api possano trovare isole sicure, con fonti di nettare costanti grazie a fioriture distribuite nel tempo in modo scalare.

L’ispirazione da cui è nato il progetto è arrivata un giorno di pioggia agli inizi di luglio. Il tiglio e il castagno avevano appena regalato abbondanza di nettare, salvando le api da una primavera difficile. È un momento che ho descritto nell’articolo “Sognando il mieliluvio universale”.

Il nome del progetto è originato dal calcolo che mille ettari di fiori sul territorio, con le dovute attenzioni agronomiche, raddoppierebbero il potenziale mellifero presente nella provincia di Udine.
È un invito a sognare in grande e a sognare insieme, perché una persona da sola non potrebbe mai farcela a gestire tale enormità. È anche un modo per dire che questo progetto non dev’essere limitato alla provincia dove vivo, ma ambisce ad attecchire ovunque trovi l’entusiasmo delle persone.

Strategie d’azione

Questa pagina non è definitiva, ma continuerà a cambiare mano a mano che il progetto cresce. In tal senso di seguito scrivo le mie idee per cominciare ad agire, ma chiunque lo desideri è invitato a commentare con suoi suggerimenti.

La cosa più immediata e semplice che ho fatto è stata acquistare 5kg di semi di facelia, una delle piante i cui fiori producono più nettare. Con questi sono andato in un centro estivo, ho fatto la mia bella presentazione sulle api e poi ho chiamato a raccolta una piccola legione di bambine e bambini. Ho distribuito di semi dei fiori e ho detto loro “andate a casa e seminateli ovunque!”.
È una bella idea, divertente. Però manca di controllo agronomico e certezza di risultato.

Il primo step serio che sto organizzando è la lavorazione e la semina dei terreni di famiglia. Conto nei prossimi mesi di riuscire a prepararli per accogliere un miscuglio di semi delle piante migliori per le api.

Il passo successivo sarà individuare i proprietari di terreni incolti e marginali e chiedere l’autorizzazione a prepararli alle semine per le api.

Un’altra idea è quella di contattare imprenditori agricoli che possiedono terreni seminativi e pagare il corrispettivo in denaro dell’utile netto dei cereali o della soia a fronte della coltivazione dei fondi a fiori per le api.

Ognuna di queste idee, a partire dai semplici semi regalati ai bambini, ha ovviamente un costo.
Per finanziarle non sono sufficienti i proventi dei miei apiari. Per questo motivo ho deciso di impiegare un’abilità che fino ad ora ha solo rappresentato qualcosa che facevo per me e offrire la possibilità di commissionarmi ritratti, come spiego nella pagina Art for bees.

-Federico

2 Replies to “Mille Prati per le Api”

  1. Ciao Federico, sono il Presidente del Consorzio Apicoltori, ci siamo conosciuti a seguito del tuo progetto sulla produzione di fogli cerei. Ho letto quello che hai scritto sulla carenza di pascolo per le api. Anche qui sfondi una porta aperta. Sono anni che il Consorzio cerca di convincere i Comuni a seminare nei loro territori inutilizzati piante d’interesse apistico per far vivere le nostre api e tutti i pronubi selvatici (posto che c’è ne siano ancora). La nostra voce è rimasta inascoltata. Il tuo progetto mi piace molto è quello che vorremo fare anche noi. Solo due Comuni hanno risposto al nostro grido di allarme: Pocenia e Campoformido. Sentiamoci. A breve ci saranno le elezioni del Consorzio, un nuovo Direttivo, mi piacerebbe ci siano giovani in gamba come te. Ti lascio i miei dati, chiamami pure ti parlerò anche di un progetto per cercare di minimizzare l’impatto che avrà sul territorio il posizionamento di impianti fotovoltaici.
    Cell: 338 7653144

    1. Ti sono molto grato per queste parole e per il confronto telefonico che abbiamo avuto. Sono entusiasta per la convergenza di intenti e sarò lieto di poter dare il mio contributo al Consorzio. A presto,
      -Federico

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